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Automobili Mignatta a Como 2026 – Rina, una visione contemporanea della barchetta

  • Immagine del redattore: Luca Gentile
    Luca Gentile
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Automobili Mignatta a Como 2026 – Rina, una visione contemporanea della barchetta.
©Automobili Mignatta, Rina

A metà maggio, il Lago di Como diventa un punto di convergenza per la scena automobilistica internazionale.


È nel contesto della Como Car Week che si inserisce Automobili Mignatta, che approfitta dell’effervescenza che anima il lago e i suoi dintorni per mettere in luce Rina, la propria interpretazione di una sportiva analogica. Barchetta biposto, radicale e volutamente priva delle tecnologie superflue, Rina si distingue come una proposta singolare, pensata per ristabilire un rapporto diretto e quasi fisico tra il conducente e la macchina.


Automobili Mignatta: il marchio e il progetto


Per ricordare, Automobili Mignatta nasce a Valfenera d’Asti, a partire da un percorso maturato nell’atelier JM, attivo nell’aeronautica e successivamente nel settore automotive, dove la fibra di carbonio ha a lungo rappresentato il cuore delle competenze sviluppate. Fondata da Josè Mignatta, imprenditore con oltre venticinque anni di esperienza nei materiali compositi, la marca incarna una competenza  tecnica approfondita, tradotta nella gestione di processi produttivi complessi. Il passaggio da fornitore tecnico a costruttore indipendente si inserisce in una volontà chiara di proporre una vettura singolare, quasi “brutta” nella sua essenzialità, che si distacchi dall’offerta di mercato, percepita come sempre più filtrata dalla tecnologia e meno centrata sull’esperienza diretta di guida. Accanto a Mignatta agisce Nunzio Annunziata, responsabile della strategia e dei rapporti commerciali, che struttura il progetto per conferirgli una direzione coerente e identificabile.


Rina in sintesi


Rina è una barchetta biposto, scoperta, senza tetto né parabrezza, concepita per ottimizzare il rapporto diretto tra conducente e vettura. Dal punto di vista tecnico, adotta un motore anteriore a aspirazione naturale — un V8 Ford da 460 CV di base, portati a circa 500 CV dopo preparazione — e una trasmissione posteriore, con una distribuzione dei pesi prossima al 50/50. Il telaio poggia su una monoscocca in fibra di carbonio sviluppata in proprio, affiancata da una carrozzeria monoblocco in composito carbonio‑Kevlar, che consente di contenere il peso complessivo intorno a 1.000 kg, mantenendo elevati livelli di rigidità strutturale e sicurezza. Il cambio è manuale, a sottolineare la volontà di mantenere un’interazione puramente meccanica, quasi rudimentale. Il design si ispira alle barchette italiane degli anni Sessanta, senza pastiche né citazioni esplicite, combinando linee classiche pure e materiali contemporanei, e disegnando una silhouette simultaneamente intemporale, filante e risolutamente moderna. L’abitacolo privilegia l’essenzialità: pochi schermi, comandi fisici in metallo, interni in pelle lavorata artigianalmente. Rina sarà prodotta in serie molto limitata, venduta “a porte chiuse” nell’atelier piemontese, con un prezzo di partenza fissato a 290.000 euro più IVA, a cui si aggiungono personalizzazioni e optional. È previsto inoltre un club riservato ai proprietari, con accesso privilegiato al team e alle attività del marchio.


Un’alternativa al panorama contemporaneo


Nell’atmosfera unica del Lago di Como, dove si intrecciano eredità automobilistica e visioni del futuro, Automobili Mignatta incarna un approccio controcorrente. Rina propone una lettura più sensoriale della performance, fondata su leggerezza, meccanica e coinvolgimento diretto del conducente.


Lontana dalle logiche di sovraccarico tecnologico, si inserisce in una riflessione più ampia sull’evoluzione dell’automobile, dove l’esperienza torna al centro e il piacere di guida riscopre una forma di essenzialità radicale.


Per maggiori informazioni, scopri Rina sul loro account Instagram qui oppure sul loro sito web cliccando qui.


©Automobili Mignatta, Rina

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