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Intervista esclusiva: Philippe Brieallard, uno scrittore indipendente dalla penna sensibile e ipnotica

  • Immagine del redattore: Cassandre Parent
    Cassandre Parent
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Philippe Brieallard, ritratto e presentazione delle sue due opere.


Da sempre innamorato della letteratura, Philippe Brieallard decide a 56 anni di compiere il grande passo e pubblicare il suo primo libro. Acclamati dalla critica,i suoi due romanzi auto-pubblicati riflettono con precisione la sua natura più autentica: un’umanità profonda, attraversata da una sensibilità intensa e vibrante.


Nato nel 1967 alle Batignolles a Parigi, Philippe Brieallard cresce in un clima familiare sereno accanto ai genitori: il padre, imprenditore autodidatta, e la madre, impiegata bancaria. É proprio da quella figura paterna, intuitiva e concreta, che eredita lo slancio che lo porta a entrare nel mondo del lavoro già a 17 anni. In pochi anni dà vita alle proprie imprese, alle quali si dedica senza riserve, con corpo e anima. Ma sarà un dramma personale ad aprirgli le porte della scrittura. Da quel momento, Philippe Brieallard intraprende il suo cammino nel mondo letterario.


La scrittura come storia di vita


Alla domanda sull’evento in cui si è accesa in lui la scintilla creativa, Philippe Brieallard risponde senza esitazione: « la scomparsa di mio padre». Aveva 24 anni quando la perdita di chi rappresentava per lui un « vero e proprio pilastro », lo scuote nel profondo. Eppure, al posto del silenzio del lutto, nasce una spinta improvvisa, quasi una nuova energia vitale. Racconta, « Da quel momento, immediatamente, ho sentito il bisogno di scrivere. Sentivo soprattutto il bisogno di scrivere su di lui». 


Ma travolto dagli impegni imprenditoriali, non riesce allora a dare forma a quell’urgenza interiore: « Non avevo il tempo di farlo. E così è rimasto chiuso nei cassetti della vita», ci confida con una voce attraversata dal rimpianto. Sarà solo molti anni dopo, come una seconda occasione concessa dal destino, che un nuovo evento decisivo riaccende in lui quella necessità e questa volta senza esitazioni. « Circa tre o quattro anni fa, avevo 56 anni, ho vissuto un altro momento fondante. E da lì mi sono detto: « Scriverò».


L’arte di raccontare i sensi


Il processo creativo di Philippe Brieallard si riassume, secondo le sue stesse parole in un solo termine: instinto. Fa del mondo che lo circonda il suo terreno di esplorazione. Osservatore attento, è attraverso i sensi che attinge la propria ispirazione. Racconta: « A volte, è un’idea che affiora all’improvviso, può essere qualcosa intravisto per strada, o qualcosa che ascolto in televisione. Non sono una persona particolamente tormentata o segnata da eventi tali da scrivere continuamente su di essi. »


Philippe Brieallard non segue una routine di scrittura rigida. La sua immaginazione non si accende soltanto davanti alla scrivania: lavora, si muove e si affina in continuazione, fino a sconfinare nel territorio del sogno: « Può capitarmi di svegliarmi di notte, di avere un’idea improvvisa e non essere affatto sicuro di ritrovarla al mattino. Allora prendo il registratore del telefono sul comodino e mi registro, per non perdere quell’idea, quel tema. »


La sua penna ipnotica, capace di immergere il lettore negli universi che costruisce nei romanzi, deve molto a Émile Zola, uno dei suoi autori prediletti: « Provo una passione viscerale per Zola », confessa. Celebre per le sue descrizioni minuziose, che si dispiegano lungo decine di pagine, l’autore del XIX° secolo non lasciava nulla al caso.


Una visione che Philippe Brieallard sente profondamente affine, « se ne avessi la possibilità, potrei dilungarmi per 20 pagine sulla stessa immagine. Il Baiser du Prodige, per esempio, l’ho scritto in parte in Egitto. Ero sulla terrazza di un hotel di Assuan, osservando il Nilo. Avrei potuto scrivere per ore sulle sue sinuosità fluviali. » Aggiunge con un sorriso: « Detto questo, è evidente che non bisogna mai esagerare. »


Le Baiser du Prodige, un thriller nato da una storia vera che riflette l’universo dell’autore


Il primo romanzo di Philippe Brieallard, Le Baiser du Prodige, è un thriller pubblicato nel 2024 che conduce il lettore nel mondo dell’arte e della musica attraverso il suo protagonista, Hugo, un giovane adolescente emarginato dai suoi pari che si chiude sempre più in sé stesso, conducendo una vita appartata. La sua esistenza cambia quando incontra Monsieur Raymond, un anziano esteta, appassionato di pianoforte e impressionismo.


Con questo romanzo, Philippe Brieallard mette in scena una scrittura che racconta prima gli altri, e solo indirettamente se stesso: non per sottrazione, ma per scelta. É così che costruisce il destino del suo giovane protagonista, in una narrazione in cui lo sguardo sull’altro diventa la forma più autentica di rivelazione. « Ho conosciuto una donna con due figli. E un giorno uno di loro mi raccontò di aver subito episodi di bullismo durante l’infanzia. L’ho ascoltato: mi disse che era un musicista, che faceva rap. E allora mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto se dentro di lui ci fosse stato qualcosa di più oscuro? » 


« E se questa persona avesse incontrato qualcuno di altrettanto solitario, segnato a sua volta da una parte più buia di sé, che a un certo punto, diventandogli amico, gli avesse trasmesso una passione un po’ oscura. »

Conclude: « E così da quel ragazzo che faceva rap ho iniziato a srotolare un filo narrativo, trasformandolo in un pianista. Ho immaginato che adorasse Le Ninfee di Monet, perché io stesso adoro quel dipinto. In fondo, nasce tutto così, da cose semplici, lontane da ogni artificio. »


King(s), una fiction sui legami indissolubili


Ogni autore scrive per una ragione: per cercare una forma di catarsi, interrogare il mondo o esplorare i confini della letteratura. Philippe Brieallard nel suo romanzo King(s), ha scelto di scrivere per passione e soprattutto per rendere omaggio all’artista che apprezza profondamente più di ogni altro. Lo confessa senza esitazione, « Sono un grande ammiratore di Presley da sempre. L’ho scoperto quando avevo dieci anni. » E aggiunge: « amo la sua musica, amo la sua storia. Era un uomo di straordinaria umanità. Sentivo il desiderio di scrivere su di lui »


Ma invece di dar vita all’ennesima biografia dedicata al cantante, Brieallard sceglie una strada diversa: immaginargli un fratello. Ancora una volta, partendo da un elemento reale. « Preasley ebbe un gemello nato morto, ma nel romanzo questa storia prende un’altra direzione. » Ed è proprio attraverso la finzione che, Philippe Brieallard restituisce la vita a quel fratello immaginario. Nato pochi minuti dopo Preasley, Eugène è il suo opposto, chiuso nel proprio mondo, è profondamente diverso, più fragile.


Con la sua scrittura sensibile, Philippe Brieallard intreccia tra i due fratelli un legame indissolubile, che richiama inevitabilmente anche il rapporto affettivo che lui stesso nutre verso il cantante, il suo personale ʹKingʽ. L’ambivalenza del titolo nasce proprio da questo doppio legame: « Presley, soprannominato [il King] e il suo fratello del cuore, Eugène, che per lui è a sua volta un re. Ci sono dunque due re, Presley e Eugène. », ci spiega Brieallard.


Più che un semplice omaggio, il romanzo rivela l’ampiezza dell’universo letterario di Philippe Brieallard, capace di spaziare da un thriller psicologico a una fiction ispirata al Re del Rock and Roll.


Un’eco personale nella vita di Philippe Brieallard


ETUU : tra i vostri due libri, quale frase o scena rivela con maggiore forza la sua profondità interiore? E perché?

Philippe Brieallard : « In King(s), a un certo punto Presley dice, « Tutti mi hanno sempre chiamato il Re, ma sappiate che anche io ho un mio re, ed è per me il migliore. » E lì, si riferisce alla persona più sconosciuta al mondo: suo fratello.


Nutro un enorme rispetto per le persone invisibili, per coloro che possiedono una sorta di dono, che sia del cuore o di altra natura.


Per esempio, nella mia vita c’è una persona che ha vissuto un dramma che avrebbe potuto costarle la vita quando era molto giovane. Eppure, come chi si aggrappa a una corda senza nodi, è riuscita a risalire in superficie con la sola forza delle braccia.


Provo anche una profonda ammirazione per gli sconosciuti del quotidiano, per chi compie gesti straordinari, a volte semplicemente con il cuore o la generosità dello spirito.


E poi, nella mia vita privata, ho diversi re: i miei figli; la persona con cui condivido la mia vita; e mio padre, che per me è stato il re indiscusso. »


L’autoedizione, la soluzione all’indipendenza letteraria


Ogni anno, centinaia di migliaia di autori inviano i propri manoscritti alle case editrici, ma solo una minima parte vedrà il proprio libro pubblicato. Philippe Brieallard ha vissuto questa esperienza senza mai ricevere risposta. É allora che scopre un’altra strada: l’autoedizione. É grazie alla piattaforma Librinova che i suoi due romanzi vengono pubblicati e resi disponibili nelle librerie. Revisione, stampa, promozione: la maggior parte del lavoro resta comunque nelle mani dell’autore.


Ma grazie al suo percorso da imprenditore, da stampatore e al suo coraggio, Philippe Brieallard vede in questa indipendenza soprattutto un vantaggio. «Lavoro nel settore della stampa, quindi so come produrre i romanzi a costi contenuti. Sono anche un imprenditore, sono abituato a fare le cose da solo. » Aggiunge: « É un po’ come un imprenditore che la sera passa a spazzare il locale prima di chiudere e controlla che le luci siano spente. Si fa tutto dalla A alla Z. Quindi, sì, è libertà totale, ma anche una specie di vincolo. »


Nonostante i luoghi comuni, anche sul piano economico, Philippe Brieallard lo afferma con convinzione: « Si può benissimo vivere di autoedizione. »


Un percorso letterario appena iniziato


Interrogato sui suoi progetti futuri, Philippe Brieallard risponde senza esitazione: « I miei progetti futuri sono scrivere, scrivere e ancora scrivere. » E aggiunge: « Ho altri tre romanzi già pronti, chiusi nei cassetti. Uno di questi, probabilmente, vedrà presto la luce. »


Quanto alla sua visione di autore indipendente nel panorama letterario, rimane fedele a se stesso, con un senso di profonda umiltà: « Francamente, non lo so. Mi sento così piccolo, quasi una minuscola polvere nell’universo di questo mestiere»


Il suo pensiero finale è un ringraziamento: « É quasi sempre la stessa storia» ci dice con un sorriso. « Un grande grazie agli anonimi del quotidiano, anonimi come lo sono anch’io, perché il giorno in cui scelgono di entrare in una libreria dove firmo le mie copie, incontro persone straordinarie. »


Controcorrente rispetto ai percorsi letterari più canonici, Philippe Brieallard avanza liberamente, guidato dall’istinto e da una profonda indipendenza. Una voce singolare, sensibile e intensamente incarnata.


I romanzi di Philippe Brieallard sono disponibili sul suo sito internet, nella grande distribuzione e in oltre 5.000 librerie in Francia. Possono inoltre essere ordinati con dedica tramite il suo sito internet, cliccando ICI.


Tradotto da Federica Mignacca


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