REPORTAGE - Genova, o Zena: la capitale della Liguria
- Amani Aggoun

- 7 giorni fa
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Non è sulla bocca di tutti, né sui manifesti di ogni città. Genova vive altrove — nel silenzio di un vicolo, nel profumo della focaccia calda, nello sguardo di chi la abita e non saprebbe spiegarla per nulla al mondo. Con ETUU,partiamo alla scoperta del capoluogo ligure: un reportage a misura d’uomo, raccontato dai genovesi stessi.
Genova — Zena, come la chiamano i suoi abitanti in dialetto genovese — è la capitale della Liguria. I suoi circa 564.000 abitanti vivono sospesi tra mare e montagne,lungo la costa mediterranea, affacciata sul Mar Ligure, a pochi chilometri dal confine francese. Antica Repubblica marinara di respiro europeo, la città conserva ancora oggi le tracce della sua grandezza passata : palazzi dalle facciate colorate, chiese barocche, piazze eleganti, e nel cuore del centro storico, un labirinto di vicoli stretti — i famosi caruggi — che trasformano ogni passeggia inun'explorazione. Il suo porto rimane ancora uno dei più attivi del Mediterraneo.
Genova non è una città che si concede immediatamente. Si svela per frammenti, per silenzi, per sprazzi di luce tra due facciate — come se volesse testare la pazienza di chi tenta di comprenderla. Per raccontarla, descrivere la sua bellezza non basta. Bisogna ascoltare chi la vive: chi la attraversa ogni giorno senza farci caso, chi la ama, la critica, la difende. È così che è nato questo reportage — un viaggio a misura d’uomo per comprendere cosa rappresenti davvero Genova, agli occhi dei genovesi.
Cosa rappresenta Genova per i suoi abitanti
Molti degli intervistati l'hanno descritta prima di tutto come «bella», come «casa», o ancora come «un'introspezione, qualcosa di profondo». «Bisogna cercarla, andare in profondità» — una frase che ricorre spesso, pronunciata con un mezzo sorriso, come se i suoi abitanti custodissero un segreto che gli altri ignorano. E forse hanno ragione: Genova richiede tempo, attenzione, una certa delicatezza. Non si lascia racchiudere in un'unica immagine. Bisogna accettarne carattere introverso, le ombre, i meandri.
Dietro questa apparente riservatezza si nasconde però una tenerezza inaspettata. «È una splendida opera incompiuta», confida Simona, artista pittrice i cui quadri riflettono il blu del mare ligure e la luce del sole. Per lei, Genova potrebbe essere valorizzata di più, curata di più, raccontata di più. Nel vicolo di San Lorenzo, nel cuore del centro storico, una coppia di circa cinquant'anni — residenti da sempre in città — sintetizza in modo semplice: «È casa. C’è tutto.»
Per altri, Genova è «una scoperta recente». Alcuni giovani incontrati tra il centro e Corso Italia raccontano che aver vissuto all'estero ha cambiato il loro sguardosulla città. Tornare a Genova significa riscoprire ciò che si dava per scontato, capire che ha «sempre qualcosa da offrire, a patto di saper cercare». Ma ciò che ritorna più spesso è che Genova è soprattutto, «mare, sole, turismo, e buona cucina» — la città della focaccia e del pesto, un connubio perfetto per una giornata di sole con vista sul mare. «Per me, Genova è uno stile di vita», conclude un giovane uomo, con la naturalezza di chi non sente di aggiungere altro.
Genova, un segreto che si conquista
Genova affascina chi la visita e attrae anche chi non l'ha mai vista. Custodisce un segreto che si può comprendere soltanto mettendoci piede, lasciandosi inghiottire dai suoi vicoli, e accettando di perdersi un poco. Non è una città che si racconta davvero: si percepisce. Si scopre in un soffio di mare, in un riflesso di luce che scivola tra due facciate.
Passeggiare nei caruggi con un bel cielo è come sognare — tanto la città trasforma ogni istante in qualcosa di irreale. Questo museo d'arte e architettura a cielo aperto non brilla per sedurre: segna profondamente chi si concede il tempo di ascoltarlo. E più si crede di conoscerla, più rivela qualcosa di nuovo.
Genova non si concede. Genova si conquista. Ed è forse per questo che vi si ritorna.
Scopri il nostro reportage.
Soggetto di: Victoria Di Cala
Report e montaggio di: Amani Aggoun,
Contributori: Eva Bettale, Cassandre Parent, Federica Mignatta






