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Il Diavolo veste Prada 2: domani, Runway riapre i suoi giochi di potere

Photo du rédacteur: Victoria Di Cala
Victoria Di Cala
14 mai
2 min de lecture
Il Diavolo veste Prada 2: domani, Runway riapre i suoi giochi di potere
Stanley Tucci e Meryl Streep, ©P

Pensavano di lasciarsi alle spalle Miranda Priestly. E invece venti anni dopo, alla vigilia dell’uscita, prevista per domani 29 aprile, Andy Sachs e Emily Charlton tornano nell’arena spietata di Runway. Nell’epoca degli algoritmi, di TikTok e dei media in crisi, il ritorno, anticipato il 21 aprile a New York con Stanley Tucci in montatura Eyewear by David Beckham, promette una satira fashion più tagliente. Resta da capire se riuscirà davvero a eguagliare il mito dell’originale.. 


Bande annonce, Le Diable s'habille en Prada 2

Un sequel che riscrive le regole del potere


Alla regia torna David Frankel, fedele allo spirito del primo capitolo. Miranda (Meryl Streep), più altera che mai, domina un Runway ormai scosso da influencer e community di TikTok. Andy (Anne Hathaway), è oggi una giornalista indipendente, costretta a rientrare nel sistema per necessità economiche. Emily (Emily Blunt), guida invece un potente conglomerato, e si muove con l’ambiguità calcolata di una mecenate contemporanea. Nigel (Stanley Tucci) porta con sé una buona dose di ironia salvifica. Questa volta, però, gli equilibri si ribaltano: le ex assistenti non subiscono la diva, ma la sfidano.


Streep e Hathaway, magnetismo intatto


Meryl Streep conserva intatta quella freddezza magnetica, con degli sguardi che feriscono più di qualsiasi parola. Anne Hathaway, firma un ritorno maturo, più sobrio, ma altrettanto affilato. È però Emily Blunt a imporsi come vera rivelazione di questa nuova stagione: una Emily 2.0, ambiziosa e spietata. Tucci, impeccabile, scandisce il racconto con battute destinate a restare. I costumi, tra riletture di Chanel e Dior, mantengono intatta la loro funzione: restano un colpo d’occhio impeccabile.


Il sequel che rivendica il proprio glamour


Se per alcuni, la formula sfiora il déjà-vu, energia, ritmo e precisione stilistica finiscono per prevalere. Questo secondo Diavolo veste Prada si afferma come uno degli avvenimenti più attesi della stagione moda/cinema: un equilibrio calibrato tra glamour, ironia e intelligenza narrativa. Perfetto per chi ama vedere la moda andare oltre la superficie delle tendenze e trasformarsi, ancora una volta, in linguaggio del potere e specchio del proprio tempo.


Tradotto da Federica Mignacca.

 
 
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