Intervista — Da Étienne Russo, Paris Noir prende vita per una sera
- Victoria Di Cala (BC)

- 1 giorno fa
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Serata di lancio di Paris Noir da Étienne Russo a Parigi. © NSS France
Invitato da NSS France al lancio di Paris Noir, ETUU ha scoperto molto più di una nuova rivista. Nel suo appartamento parigino, Étienne Russo ha immaginato una serata che rispecchiasse la sua visione e personalità: intima, intensa e celebrativa di una gioventù creativa che oggi desidera sostenere e accompagnare.
Ci sono inviti che somigliano già a una dichiarazione d'intenti. Per celebrare l'uscita di Paris Noir, ultimo capitolo della trilogia editoriale di NSS France, Étienne Russo non ha scelto una galleria, un hôtel particulier o uno spazio per eventi. Ha invece aperto le porte della sua casa, nel suo appartamento parigino.
Una scelta tutt'altro che casuale. Figura imprescindibile della scenografia contemporanea, abituato a concepire gli allestimenti per le più grandi maison di moda, Étienne Russo ha preferito, questa volta, condividere il proprio universo personale.
Fin dall'ingresso il tono è chiaro. Le luci sono soffuse, la musica volutamente atmosferica, quasi sospesa, mentre le conversazioni si intrecciano con le note di una colonna sonora discreta. Più che una serata di lancio, il luogo sembra il naturale prolungamento delle pagine della rivista.

«Credo di aver voluto fare tutto questo qui perché mi assomiglia. E, in qualche modo, fa parte di Paris Noir. Volevo anche una musica un po' dark, una musica da fine serata, molto atmosferica e profondamente emotiva.»
Come il suo anfitrione, la serata privilegia le emozioni rispetto all'ostentazione. Ogni dettaglio sembra pensato per concedere il tempo di osservare, conversare e sfogliare la rivista in un'atmosfera intima, lontana dall'effervescenza che solitamente accompagna i lanci editoriali.
Un’evidenza creativa


Per Paris Noir, Étienne Russo assume per la prima volta il ruolo di direttore editoriale ospite. Un'esperienza inedita per chi, da diversi decenni, mette in scena l'universo degli altri più che il proprio.
Alla domanda su cosa lo abbia convinto ad accettare questo progetto, la risposta arriva immediata.
«Quando mi è stato proposto, è stato subito evidente. Ci sono così tante cose da mostrare, da far emergere di Parigi, nella moda e in tutto ciò che anima le nuove generazioni. Avevo voglia di valorizzare tutto questo.»
Dietro Paris Noir, Russo non cerca di tracciare il ritratto di una Parigi da cartolina. Il suo sguardo si rivolge piuttosto a una capitale in movimento, plasmata da coloro che la reinventano ogni giorno.
La rivista si allontana così dalle rappresentazioni più prevedibili per esplorare una Parigi più discreta, talvolta sotterranea, dove creazione, moda, arte e culture contemporanee dialogano liberamente. Questa visione attraversa anche la scelta delle personalità riunite nelle sue pagine.
Un’altra idea di Parigi

In copertina, Michèle Lamy si impone come una scelta naturale. Figura di primo piano della creazione contemporanea, musa, produttrice, designer e compagna di Rick Owens, incarna da decenni una libertà artistica che va ben oltre i confini della moda.
Il suo ritratto apre una rivista in cui trovano spazio anche personalità oggi meno esposte mediaticamente, ma che, secondo Étienne Russo, continuano a raccontare un volto essenziale della capitale. Tra queste figura il fotografo americano Spencer Tunick, le cui monumentali installazioni nello spazio pubblico occupano un posto importante in Paris Noir.
«Sono andato a ritrovare persone di cui non si parlava più molto. Spencer Tunick, per esempio, le cui installazioni ho sempre ammirato. C'era anche un tema molto importante: l'amore. L'amore per Parigi, ma anche l'amore in generale. Credo che questo si percepisca nella rivista.»
Lontano dal cedere alla nostalgia, Paris Noir appare allora come una vera dichiarazione d'amore rivolta a una città plurale, dove si incontrano generazioni diverse, culture differenti e molteplici modi di creare.
Mettere i giovani al centro

Se Paris Noir rende omaggio a una capitale creativa, il suo vero filo conduttore è altrove: in tutte quelle persone che stanno già plasmando la Parigi di domani. Fin dall'inizio, Étienne Russo spiega che il progetto si è imposto come un'occasione per dare visibilità a una nuova generazione di creativi.
«Sono arrivato a un momento della mia vita in cui sento il desiderio di mettere la mia esperienza al servizio dei giovani.»
Una frase che risuona come un vero e proprio manifesto. Dopo aver accompagnato per diversi decenni le più prestigiose maison del lusso attraverso Villa Eugénie, lo scenografo belga rivolge oggi il suo sguardo a chi sta iniziando a scrivere la propria storia. Per lui, Paris Noir non doveva limitarsi a raccontare una città, ma soprattutto le donne e gli uomini che oggi le infondono energia.
«C'era una direzione molto chiara: individuare chi sono i giovani che fanno muovere Parigi. Anche quando non vengono dalla Francia, contribuiscono a far vivere questa città. Era davvero il fulcro del progetto.»
Nelle pagine della rivista, questa gioventù dialoga con naturalezza con figure già affermate, tracciando una mappa sensibile di una Parigi in continua trasformazione, dove le generazioni si incontrano e si rispondono senza mai contrapporsi.
Un ritorno alle origini
Questa volontà di sostenere i giovani creativi non è soltanto una dichiarazione d'intenti. Affonda le sue radici negli esordi della carriera di Étienne Russo. Prima di affermarsi come uno dei più importanti scenografi della moda internazionale, contribuì infatti alla crescita di diversi stilisti belgi destinati a diventare punti di riferimento del settore.
Oggi sente il bisogno di ritrovare quello stesso impegno.
«Sto riflettendo a un nuovo progetto dedicato ai giovani creatori. Vorrei offrire loro un sostegno, perché oggi ne hanno davvero un grande bisogno.»
Un modo, quasi naturale, di chiudere un cerchio.
«Ho iniziato lavorando con giovani stilisti in Belgio, come Dries Van Noten o Walter Van Beirendonck. In fondo, è un po' un ritorno alle origini.»
Dietro queste parole si delinea una nuova fase del suo percorso: trasmettere, ancor più che produrre.
Conservare uno sguardo da bambino

Nonostante una carriera costruita ai vertici della moda internazionale, Étienne Russo afferma di aver conservato intatta la curiosità che lo anima fin dagli inizi. Alla domanda su cosa continui ancora oggi a sorprenderlo, la sua risposta è immediata.
«Ho gli occhi di un bambino. Continuo a provare ammirazione per le persone di talento. Nella musica, nella moda, nel cinema accadono così tante cose... Tutto questo mi dà voglia di osservare il mondo di oggi.»
Un mondo che, riconosce, è anche più fragile.
«Viviamo in un periodo difficile, ma credo che esista ancora una forma di ottimismo. E ho voglia di tendere la mano per condividerlo.»
Questa idea riassume probabilmente meglio di ogni altra lo spirito di Paris Noir. Più che un progetto editoriale dedicato a Parigi, la rivista si presenta come una piattaforma d'incontro tra generazioni, discipline e sensibilità. Nel corso della serata, l'appartamento di Étienne Russo si è trasformato nel naturale prolungamento di questa visione: un luogo in cui conversazioni, incontri e creazioni dialogano con la stessa libertà che anima le pagine della rivista.
Nel suo debutto come direttore editoriale ospite, Russo non firma semplicemente una pubblicazione dedicata a Parigi: consegna una dichiarazione d'amore a una città che, a suo avviso, continua ad appartenere soprattutto a chi ha ancora il coraggio di reinventarla.
Contributo e intervista raccolta da Rachel Ioussaïdene Traduzione di Federica Mignacca














